13/03/21

Addio Giovanni

 

Questo maledetto virus è una bestia che ti scava la fossa e non a tutti viene concesso di uscirne. 

Oggi abbiamo perso un pilastro portante della fotografia e della cultura italiana.

Addio Giovanni

15/12/20

Le foto del 2020

 

Il Corriere della Sera ha selezionato alcune foto emblematiche di questo anno che, nel bene o nel male, resterà nella storia.

Quella che vedete è di Miguel Medina (AFP), che ritrae una donna con mascherina in tinta col cappotto che passa davanti a un murale di TvBoy intitolato "Cena per sei" a Milano, in cui Gesù divide i commensali per mantenere il distanziamento sociale.

Potete ammirare tutte le altre foto cliccando su questo link.

Buona visione, e scattate tante foto!

04/11/20

Intervista del 29 Ottobre 2020 - (AUDIO)

Ecco la registrazione dell'intervista fatta in radio il 29 ottobre, in cui parlo di fotografia, delle mie esperienze e dei consigli per chi vuole avvicinarsi a questo fantastico mondo.

Buon ascolto!

24/04/20

Internazionale Extra


E' in edicola lo speciale di Internazionale Extra sulle foto più emblematiche di questa emergenza sanitaria. Sono immagini che descrivono la situazione della pandemia in tutto il mondo, scattate da fotoreporter che lavorano per le principali testate giornalistiche.

Da non perdere.

21/03/20

La fotografia ai tempi del Coronavirus


Sono momenti bui per tutto il mondo. 

Come già stanno facendo diversi autori e case editrici, anch'io nel mio piccolo rendo disponibili tutte le mie pubblicazioni gratis per un mese, sperando di rendere un po' meno tristi questi giorni di isolamento forzato. 

Buona lettura!

10/01/20

Frasi celebri 21

"La mia arma è la fotografia, non a caso in inglese si dice "to shoot", che significa anche sparare, per fotografare."

Oliviero Toscani

12/11/19

Coincidenze



Come dico sempre, in fotografia non serve un'attrezzatura professionale o una tecnica perfetta, certo le due cose aiutano di molto, ma quello che serve fondamentalmente è avere un'IDEA. Senza un'idea valida in testa, non possiamo raccontare nulla,  tantomeno creare delle foto interessanti. Potremo fare delle foto "belle", tecnicamente impeccabili e di qualità perfetta, ma per fare delle "buone" foto, come dice il Maestro Berengo Gardin, occorre ben altro, occorre l'occhio e la testa.

Ecco un brillante esempio di quanto sopra, una serie di immagini scattate dal fotografo Jonathan Higbee a New York alla ricerca spasmodica del momento perfetto, in  un progetto che lui stesso descrive con queste parole: "Quando mi sono trasferito a New York, ero completamente sopraffatto, sovrastimolato e ansioso. Ne ho amato ogni secondo. (…) Ho usato la macchina fotografica per trasformare il caos e la natura travolgente di New York in qualcosa che potessi capire ed elaborare.".

Accendiamo quindi la testa, e andiamo a fotografare!

foto: Jonathan Higbee

07/10/19

Tempi di interferenza


Chi domani fosse dalle parti di Roma non dovrebbe perdersi la presentazione di Michael Stipe, ex leader dei R.E.M., del suo secondo libro fotografico edito da Damiani, intitolato "Our Interference Times: a visual record".

Stipe infatti sarà alla Fondazione MAXXI assieme al giornalista di Repubblica Dario Pappalardo, dove racconterà questo suo novo progetto artistico volto a interrogarsi su come la cultura analogica, che rappresenta il nostro passato, interagisca con quella digitale, il nostro presente e futuro.

Le immagini del libro provengono dal vasto archivio fotografico che l'autore stesso ha prodotto durante la sua lunghissima carriera da musicista.

Dove: MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Via G. Reni 4/a, 00196 Roma
Quando: martedì 8 Ottobre 2019 ore 19:30

06/09/19

Addio Peter


Pochi giorni fa è morto a 74 anni Peter Lindbergh, grande maestro del bianco e nero che ha segnato la storia della fotografia di moda come la conosciamo oggi.

Addio Peter, ci mancherai molto!

photo by Gisela Schober/Getty Images

20/07/19

50 di Luna


foto: NASA
 
La notte del 20 Luglio 1969 un uomo, appena divetnato padre, restava sveglio con in braccio suo figlio per vedere in diretta televisiva la conquista della Luna.
Quell'uomo era mio padre e, grazie a lui, posso dire di avere assistito a quel momento epico della nostra storia.

Da allora è passato mezzo secolo, molta gente è nata senza aver vissuto quel periodo di incredibile progresso e speranza, e da allora siamo sprofondati pian piano in un era di miope ignoranza e diffidenza, tanto che troppi ormai considerano più autorevole un post su Istagram piuttosto che documenti e reperti reali della NASA. 

Celebrando questo giorno luminoso di ingegno e ambizione dell'intelletto umano, riporto un mio post di esattamente 10 anni fa in cui smontavo una ad una le misere teorie dei cosiddetti complottisti:


L'ipotesi del complotto si basa su presunte prove derivanti dalle interpretazioni fatte sulle (stupende) immagini riportate da quella missione.
Inutile dire che tali "prove" non sono altro che banalità sventolate ai quattro venti da totali incompetenti ma talmente subdole da far cadere nel dubbio la maggioranza delle persone che, pensando di ascoltare l'opinione di esperti, vengono convinte che il tutto sia stata una immensa montatura da parte della NASA e del Governo degli Stati Uniti d'America per convincere il mondo della loro impresa.

Come esperto di fotografia, appassionato di tecnologia e amante della verità, volglio ora confutare ad una ad una le presunte prove, alcune quasi possibili altre del tutto ridicole, portate dai "complottisti" a sostegno della loro convinzione:

1) Sulle foto non si vedono le stelle: e ci mancherebbbe! Ripassando l'ABC della fotografia, è una banalissima legge fisica per cui in situazioni di forte contrasto di luce oggetti fiochi come le stelle non possono essere registrate sulla pellicola per il tempo di scatto breve impostato sulla macchina. E' plausibile che un ente come la NASA che voglia falsificare le immagini si dimentichi proprio delle stelle?

2) Sulle "zampe" del modulo lunare non c'è polvere a seguito dell'atterraggio: non è matematico il fatto che la polvere generata dall'allunaggio si depositi sempre ovunque. Ogni allunaggio ha avuto caratteristiche diverse, per modalità (alcuni bruschi, altri dolci, altri strisciando ecc.) e per luogo (alcuni sono avvenuti su pianure, altre su rocce, altri su zone montuose, ecc.). Ecco perchè in alcune missioni c'era polvere e in altre no. Non ci si può quindi basare su dei granelli casuali di polvere per avere una prova.

3) Le ombre non sono parallele, quindi sono state fatte con diversi riflettori: avete mai provato a scattare sul pianeta Terra al tramonto degli oggetti verticali e esamniarne le ombre? Non sono parallele, ma convergenti. E' l'incredibile mistero della prospettiva! Quando le ombre si dirigono non convergenti o hanno lunghezze differenti, è solo perchè il suolo (Lunare o Terrestre è lo stesso) non è uniforme, quindi in presenza di colline o crateri le ombre si stagliano in apparenti direzioni diverse.

4) Non è mai stato individuato e rifotografato il modulo e la bandiera abbandonati: perchè le sonde mandate fino ad ora non avevano delle ottiche così spinte (compreso il telescopio orbitante Hubble). Sono comunque già stati individuati ben due luoghi di allunaggio da una sonda Giapponese e entro quest'anno la sonda "Lunar Reconnaissance Orbiter" americana effettuerà le riprese dettagliate mancanti.

Potrei andare avanti ancora, ma per tutti gli altri casi vi rimando al sito ben fatto di Paolo Attivissimo che analizza e scredita proprio tutte le menzogne.

Vi ricordo infine il sito ufficiale della NASA da cui recuperare tutte le immagini scattate (anche quelle venute male) nelle varie missioni per rilassarci un pochino e rifarci gli occhi con la loro abbagliante bellezza.

11/04/19

L'immagine del secolo



Così è stata definita la foto del buco nero al centro della galassia Messier 87. Per la prima volta nella storia, grazie agli immensi passi avanti fatti dalla tecnologia e dall'astrofisica, non solo siamo riusciti a ottenere un'immagine di qualcosa non visibile per natura, ma abbiamo avuto la conferma della teoria della relatività di Einstein.


La foto è stata ottenuta puntando ben 8 telescopi sparsi su tutta la terra verso lo stesso punto del cielo, raccogliendo diversi petabyte di dati grezzi (raw) e mettendoli insieme con sofisticatissimi algoritmi eseguiti su due super computer in parallelo. Di fatto si è creato un maxi telescopio virtuale grande quanto tutta la Terra, chiamato Event Horizon Telescope (EHT).

L'immagine ottenuta mostra gli effetti devastanti del campo gravitazionale di un buco nero distante 55 milioni di anni luce da noi e "pesante" quando 6,5 miliardi la massa del Sole (si, MILIARDI!), evidenziando quindi la distorsione dello spazio-tempo nella sua prossimità.
Per definizione, infatti, un buco nero non emette luce, perchè la sua immensa forza gravitazionale attira tutto, compresa la luce stessa.

Credit: Event Horizon Telescope Collaboration

01/03/19

Frasi celebri 20

"Non mi sono mai chiesto perché scattassi delle foto. In realtà la mia è una battaglia disperata contro l’idea che siamo tutti destinati a scomparire. Sono deciso ad impedire al tempo di scorrere. È pura follia"

Robert Doisneau

11/02/19

Come rendere le foto tridimensionali!



Volete fare un ritratto in 3D? Ora non solo è possibile, ma è anche facilissimo da realizzare. Grazie ad uno strudio dell'università di Nottingham, si può trasformare una qualsiasi foto di ritratto in una sua versione tridimensionale incredibilmente realistica.

Questo è possibile grazie ad un algoritmo molto evoluto, che fa ampio uso dell'intelligenza artificiale per ricostruire un volto partendo da una sola normalissima immagine 2D. 
Prima infatti questo era realizzabile dando "in pasto" decine di foto dello stesso soggetto al programma e, solo dopo un cospiquo tempo di elaborazione, si otteneva la trasposizione in 3D.
Ora invece è decisamente più veloce e alla portata di tutti.

Proviamo? Andate sul sito dell'Università e caricate una vostra foto per vedere il risultato. Nell'immagine vedete un esempio creato con un mio ritratto, il naso è decisamente più lungo del reale, ma l'effetto è comunque sbalorditivo.

Potete anche guardare un video dimostrativo, abbastanza sconvolgente, perchè dimostra come sia assolutamente facile sostituire il volto di chiunque in una clip multimediale!

06/02/19

La poesia nel giardino


Come sempre, il National Geographic indìce un concorso per premiare le migliori foto naturalistiche dell'anno. 

Per partecipare, fotografi professionisti e non si lanciano in spedizioni sempre più ardite al fine di ottenere lo scatto unico che nessuno aveva mai fatto, viaggiando in posti esotici, in condizioni estreme e ricercando le specie più sfuggenti.

La foto che vedete è la vincitrice del primo premio e non è stata scattata in Siberia o a Capo Horn, bensì nel giardino di casa del fotografo, a Terni, durante una intensa nevicata che impediva agli uccelli di volare.

Come ha sintetizzato egregiamente il grande Gramellini: 

"Ha trovato la poesia nel giardino di casa, senza doverla andare a cercare in chissà quale altrove. Forse perché la poesia era già nel suo sguardo. Forse perché è ovunque. Talmente vicina che noi, presi dalla smania di guardare sempre lontano, neanche ce ne accorgiamo."

foto: David Francescangeli, Terni

09/01/19

Internet e il copyright



Molti credono che qualsiasi informazione, foto o documento troviamo su internet, per il solo fatto che sia liberamente disponibile, si possa utilizzare come meglio si crede.
Esattamente come accade per il software così detto "open", che va di gran moda tra gli informatici perchè ritenuto "libero e gratis", la situazione non è esattamente come la gente comune pensa.

Qualsaisi opera dell'intelletto umano, da un testo, una poesia, una foto, un video o un programma, è stato realizzato da una persona (o gruppo di persone) e solo questa ne detiene la proprietà. E' possibile poi che quest'ultima decida di distribuirla liberamente per poter essere utilizzata, a patto di attenersi a specifiche indicazioni.
Ad esempio: un programma "open source" può essere usato liberamente solo per uso personale. Nel momento in cui si decidesse di usarlo per scopi economici (come guadagnarci dei soldi con un servizio basato su quel programma), è possibile che l'autore richieda una parte dei proventi.

Stessa cosa vale per le fotografie. Spesso sono liberamente utilizzabili per scopi culturali o divulgativi, semplicemente citandone l'autore, ma non possono essere sfruttate altrimenti, tantomeno per supportare idee o opinioni personali in contrasto con il significato originale dell'opera.

Proprio questo è successo recentemente, quando il signor Paolo Polidori (vicesindaco di Trieste), ha deciso di utilizzare un famosissimo scatto del pluripremiato fotoreporter Massimo Sestini, travisando completamente il messaggio di pace per cui era stato creato, mettendola a supporto di un suo post xenofobo su Facebook.

Come dice Sestini "Io quella fotografia l'ho regalata al mondo, per cause umanitarie. Ho lavorato due anni per trovare un'immagine che raccontasse quei viaggi della speranza. Un politico non puo usarla così, e soprattutto contro i migranti."

Ora per il signor Polidori si preannunciano guai grossi, perchè è stato querelato per mancato rispetto del diritto di riproduzione, dal diritto esclusivo di comunicazione al pubblico e di distribuzione, violazione del diritto di elaborazione nonché di paternità morale della foto.

Auguri signor Polidori!

foto © Massimo Sestini

27/09/18

Spazzatura spaziale



In una remota regione della Russia, al confine col circolo polare artico, un piccolo paesino vive di caccia, pesca e... rifiuti spaziali!
Sì, perchè si da il caso che si trovi a 300 chilometri dalla base spaziale di Plesetsk, da cui in passato sono stati effettuati innumerevoli lanci di razzi vettori, i cui residui sono poi caduti proprio nel distretto di Mezensky.

Si tratta di rottami di motori, serbatoi e strumenti, i cui componenti sono ricilati dagli abitanti, riutilizzati o rivenduti per guadagnarci qualcosa visto che spesso contengono materiali preziosi.
Le autorità Russe hanno un tacito accordo con la popolazione locale e li lascia fare, sopratutto perchè tra le scorie sono presenti molte sostanze altamente tossiche.

Un fotografo freelance italiano, Raffaele Petralla, ha saputo per caso di questa storia e ha deciso di documentarla con un interessante reportage.

Potete leggere tutta la vicenda e apprezzare alcuni dei suoi scatti in questo articolo del New York Times.

16/08/18

Consigli di lettura



Scontro Frontale - Tom Clancy e Mark Greaney

L'idea alla base è più reale di quanto si possa immaginare, perchè la guerra informatica sta diventando, se non lo è già, più seria e potenzialmente devastante di quella fatta con le armi. E' quindi fondamentale che qualsiasi Nazione si adoperi per poter far fronte ad eventuali attacchi "non convenzionali".

Detto questo, i dettagli tecnici descritti nel libro sono spiegati bene e molto veritieri e la storia parte bene, con una buona costruzione dei vari personaggi, una situazione economico-politica a supporto ben pensata e le varie storie parallele che si incontrano e scontrano come da copione.

Peccato che il tutto però non sembra essere stato seguito dagli autori con lo stesso impegno fino alla fine, perchè proprio quando i fili si dovrebbero unire, non producono nessun tessuto, ma restano un po' così, abbandonati ad una conclusione banale che lascia un po' l'amaro in bocca.

Serviva un po' più di sostanza, invece si è rivelato un libro scorrevole da leggere, ma che non lascia certo il segno.




Profondo Blu - Jeffery Deaver

Dall'autore de "Il collezionista di ossa", questo libro si legge tutto d'un fiato perchè la storia è avvincente, ricca di colpi di scena e decisamente curata sotto l'aspetto tecnologico.

Ormai un pochino datata, ma non troppo, resta infatti attualissimo nei suoi concetti base.
Forse un pochino difficile da seguire nei sui continui stravolgimenti di fronte, ma si tratta di un libro molto piacevole da leggere.

Consigliatissimo.



L'ultimo Hacker - Giovanni Ziccardi

Mi aspettavo molto di più da un titolo di questo tipo.
In realtà l'idea alla base è molto concreta e poteva essere sviluppata in maniera molto più coinvolgente.

Ai fatti, l'interesse scema non appena si inizia la deviazione strappalacrime sulla faccenda dei cuccioli, che abbassa di parecchio il livello della storia.

Peccato davvero.

13/04/18

World Press Photo 2018



E' del fotoreporter venezuelano Ronaldo Schemidt la foto che ha vinto il premio World Press Photo di quest'anno.

Lo scatto, di forte impatto ed energia, mostra un ragazzo (José Víctor Salazar Balza) che scappa dalla moticicletta in fiamme durante le manifestazioni a Caracas contro il presidente Maduro del 3 maggio scorso. Dopo gli scontri ha riportato ustiioni di diverso tipo, ma è sopravvisuto.

L'Associazione premia la migliore foto dell'anno che cattura o rappresenta un evento di grande importanza giornalistica, valorizzando la capacità e creatività visuale dell'autore.
 
Il fotogiornalismo, lo ricordo, è spesso crudo come un pugno nello stomaco, ma è fondamentale perchè racconta in maniera diretta e immediata fatti che accadono nel mondo, spesso taciuti dai media più popolari come le televisioni.
 
Trovate tutte le foto premiate in questa galleria, ma se siete impressionabili o suscettibili a certi argomenti è meglio che ne stiate alla larga.

06/04/18

Ciak, azione!




Ad essere onesto è ormai qualche anno che ho avuto la fortuna di provare il primo modello della action camera più famosa, la GoPro Hero, ed ora è venuto il momento di parlarne.

Le action cam sono piccole videocamere robuste e impermeabili dalle notevoli prestazioni video, usate per riprendere attività sportive o di azione in ogni occasione, dalla semplice biciclettata alla immersione subacquea.

Si possono attaccare a qualsiasi oggetto o indumento, e permettono riprese suggestive da punti di vista prima impensabili con attrezzature non professionali.
Oggi chiunque può attaccare una di queste piccole macchinette al proprio casco, al bastoncino o alla tavola da snowboard e fare stupende riprese, sia video che foto, in alta definizione. 

Ultimamente sono utilizzate anche in ambiti "seri" a scopo di sicurezza, ad esempio dai pompieri o addirittura dai militari durante le missioni sul campo.

Sono in genere caratterizzate da lenti grandangolari, per permettere di inquadrare tutto anche senza "mirare", creando immagini quasi da "fish eye", molto deformate ma anche tanto dinamiche.

Fino a qualche tempo fa erano molto buone per le riprese video, ma molto meno per le foto, viste le piccole dimensioni e qualità del sensore. Oggi invece alcuni modelli di punta offrono finalmente la possibilità di scattare anche in RAW, permettendo così di avere immagini decisamente belle, con ottime possibilità di intervento in fase di post produzione.

Tralasciando le eccezionali caratteristiche video (ormai tutte supportano risoluzioni Ultra HD a 60fps), oggi anche le funzioni fotografiche sono molto evolute, soprattutto in abbinata con uno smartphone, grazie al quale è possibile comandare da remoto la nostra action cam utilizzando uno schermo molto più grande e pratico rispetto a quello integrato. 

Sono talmente piccole che ormai una me la porto sempre in tasca quando sono in viaggio, perché è vero che ormai qualsiasi telefonino fa foto e video, ma queste action cam hanno in genere una lente più luminosa e un sensore più grande, portando ad un risultato decisamente migliore. Ma il loro punto di forza rimane la robustezza (sono anti caduta) e impermeabilità (arrivano fino a 30mt sott'acqua), che ci permettono di utilizzarle senza timore in qualsiasi situazione.

Se pensavate di acquistarne una per le prossime vacanza estive, ecco alcune indicazioni che potranno tornarvi utili per la scelta:
  • le dimensioni e il peso devono essere ridotti, provatele in mano e valutate direttamente la loro praticità e maneggevolezza;
  • la risoluzione minima per i video deve essere Full HD (1080p) a 60 fotogrammi al secondo (fps) e, per uso fotografico serio, supportare il formato RAW;
  • occhio agli attacchi (“mount”) che si comprano a parte per agganciarle a vari oggetti, a volte costano di più della stessa camera quindi valutate il tipo di aggancio che hanno;
  • restate su marche famose, le cinesi sconosciute sono molto economiche ma a volte poco affidabili.
Cercate poi su Internet esempi di riprese fatte nelle situazioni che potrebbero interessarvi, e scatenate la fantasia!



Il risultato spettacolare sarà garantito!

21/03/18

Fotografie fuori dalla porta



Si chiama "door-off flight", ovvero volo fuori dalla porta. E' di moda sopratutto negli Stati Uniti, dove si effettuano dei brevi tour fotografici su elicottero con le porte aperte, per fare delle riprese ancora più mozzafiato senza il vetro di mezzo. Tanto che molti hanno iniziato a riprendersi anche i piedi a penzoloni sul panorama o direttamente a farsi selfie fuori dalla cabina.



Sembrerebbe una cosa sensazionale, eccitante e rivoluzionaria, oltre che un business molto lucrativo.
I prezzi per questi voli sono molto alti per pochi minuti da brivido, ma hanno sempre la fila di gente pronta a sborsare parecchi soldi pur di avere la foto originale da postare sulla piattaforma social di turno.

Fin qua nulla di male, perchè ognuno è libero di buttare via i suoi soldi come crede, ma quando qualcuno specula anche sulla sicurezza del prossimo, allora la cosa diventa molto seria.

Così è successo qualche giorno fa che uno di questi elicotteri a Manhattan abbia dovuto effettuare un ammaraggio di emergenza. La manovra è stata effettuata correttamente, tanto che il pilota è riuscito a salvarsi. Peccato che i gonfiabili automatici non abbiano sostenuto il velivolo per il tempo sufficiente a fare sganciare i turisti, i quali sono affogati trascinati sul fondo dalla macchina.

Per effettuare infatti queste riprese a penzoloni dal portellone, sono necessarie delle imbragature più robuste e resistenti di quelle normali. Sono quindi anche più complicate da mettere e, sopratutto, togliere. Magari in una situazione di panico come durante una emergenza.

Ecco perchè sono morte 5 persone nell'incidente di domenica 11 marzo.

Ora la F.A.A. sta velocemente pensando di cambiare le regole di sicurezza per questi voli, in modo che non possa più accadere in futuro.

Speriamo davvero, ma cosa succederebbe se un domani nascesse una nuova moda per fare invidia ai nostri "amici" sui social, con foto sempre più estreme?
Secondo me non ci sono regole o leggi che tengano: se non usiamo la nostra testa quando facciamo le cose, anche un semplice selfie potrà comunque tramutarsi in tragedia.

Come dice il grande Gianni Berengo Gardin: prima pensate e solo dopo, eventualmente, scattate!