07/11/13

Consigli di lettura

Ultimamente purtroppo ho poco tempo, ma questi sono gli ultimi tre libri che ho letto:

Steve Jobs, Walter Isaacson, Mondadori


E' la biografia ufficiale del deus ex machina che sta dietro il successo planetario della Apple, autorizzata quando ancora era in vita ma intenzionalmente mai letta dal diretto interessato.
E' un lavoro corposo, dettagliato, preciso e completo. Impeccabile dal punto di vista tecnico, ma proprio per questo a mio avviso è un po' troppo asettico (nonostante il carattere esplosivo del protagonista) e alla lunga rischia di apparire come un voluminoso insieme di informazioni più che un'opera letteraria piacevole da leggere.
Da segnalare alcune brutte cadute di stile nella traduzione, del tipo: "il retroterra culturale".
Documento molto completo come dicevo sull'argomento, ma a mio avviso non trasmette a sufficienza l'entusiasmo che stava alla base della vita di Jobs.

No Easy Day, Mark Owen, Mondadori


Owen è il nome inventato a copertura del reale (o reali) autore del libro, un Navy Seal del team che fu incaricato di eliminare Bin Laden. Sì, eliminare, perchè nonostante quello che la stampa ufficiale ha dichiarato in merito, a quanto dice Owen la missione era nata fin dall'inizio con l'obiettivo di ucciderlo e non di catturarlo.
Il libro si dilunga molto (troppo) a raccontare la storia dell'autore, di come abbia deciso di arruolarsi da giovane e del suo noioso addestramento.
Inizia a diventare interessante, per gli appassionati del genere, quando gli viene rivelato l'obiettivo del suo prossimo incarico e di come i servizi segreti abbiamo raccolto e analizzato le informazioni in loro possesso per determinare se, come e quando eseguire la missione.
Il racconto diretto dell'assalto al "compund" poi è adrenalinico e coinvolgente, ed è forse la parte più accettabile del libro, che per il resto rimane un pochino incosistente e da' l'impressione di non raccontare comunque tutta la verità.



Noi Siamo Anonymous, Parmy Olson, Edizioni Piemme


Questo libro lo sto ancora leggendo, ma sono arrivato quasi a meta' tutto d'un fiato.
La Olson è una giornalista inglese che ha tentato di mettere ordine nel disordine nel mondo degli Anon, cosi' si definiscono i membri delle comunita' online anonime, nate per parlare di manga giapponesi ma poi passate a argomenti di vario genere, tra i quali le attività di hacking informatico.
Il gruppo che si definisce Anonymous in realtà non esiste nel senso stretto del termine, poichè e' piu' simile ad un alveare formato da milioni di individui che si radunano e coordinano di volta in volta che ad una squadra organizzata e governata da poche persone.
La storia che racconta l'autrice è straordinaria ed imprevedibile. Intervistando i presunti componenti della "organizzazione" che hanno deciso di parlare (generalmente in seguito ad un arresto) e ricostruendo i buchi delle loro storie con ricerche approfondite e scrupolose.
A volte ci sono delle cadute di stile dovute comprensibilmente al fatto che un giornalista non puo' essere anche un esperto di tecnologie informatiche e quindi, ad esempio, descrive alcuni personaggi comea bili  "programmatori" di Linux e Unix, ignorando che questi siano sistemi operativi e non linguaggi di programmazione, non solo, sono due "dialetti della stessa lingua", quindi conoscerli entrambi non è un fatto cosi' eccezionale, ma questo poco importa nel giudizio complessivo sul libro, che resta al momento un must per gli appassionati dell'argomento.
Vi sapro' dare un parere finale una volta che avro' terminato di leggere le storie avvincenti, tragiche a volte compassionevoli dei protagonisti, che online si fanno chiamare Topiary, TFlow, Sabu o Kayla.

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